martedì 10 maggio 2011

Dio

In una fase storica in cui il subconscio collettivo pare del tutto coinvolto in un epocale tentativo di rimozione dell’esistenza stessa della società, capitano le cose più strane. Capita, per esempio, che la devozione ad entità ultraterrene ritenute detentrici della chiave per comprendere ed affrontare gli oscuri problemi della vita, torni improvvisamente in auge. La realtà è qualcosa che può continuamente essere messo in discussione e le cui interpretazioni ricadono immancabilmente nel peccato originale, quello di appartenere a un punto di vista, percepito come fallace in sé. Lo sviluppo di un forte sentimento anti-intelletuale – proprio in un momento in cui l’umanità non è mai stata così colta – ha spogliato gli strumenti dell’analisi storica, sociologica e antropologica di una larga parte della loro autorità. Solo l’economia, che mantiene ancora un’aura abbastanza “di destra”, sembra per il momento sfuggire a questo svuotamento, mantenendo quello status di disciplina che la rende meno vulnerabile agli attacchi di tutti quei dilettanti prezzolati o altrettanto prezzolati accademici che hanno precisamente lo scopo di rendere ogni conclusione analitica sul presente, sul recente passato e sul futuro prossimo, semplicemente, non più vera.

La società, come diceva Margareth Tatcher, non esiste. Non deve esistere, altrimenti si ribellerebbe alle vessazioni e all’impoverimento. Ciò che esiste è un Far West incomprensibile dentro cui si è singoli individui e su cui non si può agire, se non lasciandosi catturare dallo spirito di Robinson Crusoe, che naufragato su un isola straniera, solo e affamato, per prima cosa si dedicò alla costruzione di un forte per proteggere se stesso dai temibili uomini scuri che avrebbero potuto popolarla. Si può pregare, quello sì. E infatti ecco che la Cisl, insieme alle Acli e al Movimento cristiano dei lavoratori, propone veglie di preghiera per la disoccupazione giovanile, e il Ministero dell’Istruzione, insieme alla Regione Lazio, organizza ritiri spirituali che facilitino gli studenti nella scelta del loro futuro universitario.

La risposta alla mancanza di lavoro, all’incertezza del futuro, alla precarietà? Secondo uno dei maggiori sindacati italiani, il Ministero dell’Istruzione e alcune istituzioni locali, è Dio.

E io, da fan appassionata, non posso che citare il grandissimo Davide La Rosa.


4 commenti:

  1. Bè spero che gli studenti in "ritiro" trovino il tempo per fare l'amore (con le precauzioni) tra una messa e l'altra così almeno ste pagliacciate a qualcosa di bello serviranno
    Vabbè...a me ste cose risvegliano sempre l'illuminista anti-clericale che alberga in me..qualcuno disse che se la risposta è dio la domanda è sbagliata.
    Però sono pessimista: la fede religiosa rappresenta ancora oggi la risposta più consolatoria per chi non si rassegna a quel che diceva Democrito 8tutto nell'universo è frutto del caso e della necessità)..la religione nasce dalla paura umana davanti alla propria mortalità perciò la maggioranza della popolazione mondiale avrà sempre bisogno di credere e gli atei e gli agnostici purtroppo saranno sempre minoranza nel mondo. Una minoranza molto odiata, leggi qua:
    http://www.uaar.it/news/2011/05/10/tunisia-minacce-morte-alla-regista-nadia-fani/

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  2. molto carino il fumetto di La Rosa

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  3. Io, ti dirò, non sono per principio ostile alla religione, nonostante il mio ateismo. Non sono affatto convinta che la religione inesorabilmente rappresenti un ostacolo alla lotta o all'analisi storica e sociologica di cui parlo nel post. C'è anche chi è riuscito a coniugare le due cose, tipo lui --> http://en.wikipedia.org/wiki/Ali_Shariati
    Come dire, il problema sono le Chiese (o le varie CL che ci sono al mondo).

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  4. Bè certo dipende da come uno vive la sua fede religiosa...mi par di capire dal link che mi hai fornito che le idee di Shariati fossero una versione sciita islamica della teologia della liberazione: il messaggio religioso come motore di liberazione e riscatto dall'ingiustizia sociale, dalle diseguaglianze.
    tutto molto interessante, anche la teologia della liberazione in Sudamerica era interessante.peccato sia stata soffocata dal neobeato GPII.
    certo io continuo a sperare in un messaggio di riscatto e di dialogo tra le diverse culture che trascenda in qualche modo dalla religione..forse è un'utopia.

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