Poi è venuto al lavoro, in pizzeria, e si è licenziato. Il capo gli ha risposto semplicemente "Perfetto". Stamattina, giorno di fenomenali congiunture numerologiche, ha ricevuto una telefonata in cui confidava da tempo. Il fatto che sia venerdì, giorno sacro, non ha fatto altro che rafforzare la sua fiducia. Trascorrerà il pomeriggio, nella pausa del lavoro, in moschea a ringraziare Allah per ciò che già gli ha dato e ad implorarlo di non chiudergli la via.
Il mio amico è una persona talmente straordinaria che, nel buio più fosco, è capace di scorgere presagi positivi tra le foglie degli alberi. Io non gliel'ho detto, ma ho paura che questo 11.11.11 sia una gran truffa, l'ennesimo abbaglio dell'essere umano, però gli invidio il coraggio e la gentilezza delle sue speranze.
Un venerdì notte, mi ha raccontato, ha sognato che mi vedeva partecipare a una gara di corsa e tagliare per prima il traguardo. Non lo so a che si riferisse, dato che l'unico traguardo che ho davanti al momento è quello di pagarmi con le mie forze tutte le spese, e non sono nemmeno certa di farcela. Forse qualcosa di più lontano, qualcosa che ancora non vedo.
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